Riferimenti bibliografici

Prima di valutare se una risposta è esatta dobbiamo valutare se la domanda è corretta. Immanuel Kant

Leggere è bello.

Ho passato periodi della mia vita senza leggere nemmeno un libro. Ora è rinato il desiderio della lettura, sento che mi piace, sento la felicità della curiosità, avevo dimenticato quanto fosse bella.

Leggo non per avere risposte ma per alimentare le domande, non per cercare certezze ma per vivere nuovi dubbi.

Sono le domande che ci tengono in vita, le risposte ci uccidono.

Successo, participio passato del verbo succedere, vuol dire ciò che è già accaduto nel passato. Raggiungere il successo significa raggiungere il traguardo, essere arrivati alla fine.

Così l’inseguimento della soluzione, della risposta giusta e definitiva, non fa altro che alimentare l’ossessione della conoscenza della verità.

Trovare la risposta a una domanda è un ossessione che non voglio (più) assecondare.

Ossessione deriva dal latino obsessio –onis «assedio, occupazione», essere ossessionati significa essere sotto assedio, ovvero circondati da forze che ci impediscono di rivolgerci verso l’esterno, con il solo scopo di portaci alla resa.

Per questo reputo fondamentale condividere i miei riferimenti bibliografici ovvero i libri che ho letto (e che rileggo) per tenermi libero dall’ossessione della conoscenza.

E poi come diceva il saggio (Wilson Mizner): “Copiare da un singolo autore è plagio, copiare da tanti è ricerca”.